La Primavera Araba – documentario di Fulvio Grimaldi

•ottobre 26, 2011 • Lascia un commento

Splendido documentario che spiega con chiarezza ed onestà molte cose sulla primavera araba.

11 Settembre – Breve sintesi degli insulti alla nostra intelligenza

•settembre 17, 2011 • Lascia un commento

In occasione del decennale dell’evento chiave degli anni ZerO, un po’ di ironia.

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Invito però caldamente a cercare un po’ di approfondimento, vista l’importanza dell’argomento, e propongo qui sotto alcuni spunti:

L’efficace e impressionante documentario “Inganno Globale” che analizza nel dettaglio gli eventi dell’11 Settembre e le incongruenze delle spiegazioni offerte dalla Versione Ufficiale. Per quanto risalga a qualche anno fa, è la migliore introduzione all’argomento disponibile in italiano.

Nuovo Secolo Americano”, ottimo documentario che analizza l”ascesa del gruppo dei NeoConservative americani e la politica di potenza americana. Splendida l’analisi storica dei pretesti usati dal 1890 in poi per convincere Congresso e pubblica opinione a sostenere l’entrata in ogni guerra.

Per chi ama leggere, poi:

un riepilogo stringato delle incongruenze e delle omissioni della Versione Ufficiale -

http://www.luogocomune.net/site/modules/911/index.php?filename=911/0-Intro/puntpart/puntpart.html

Un’intera sezione di appronfondimento sui vari temi e sulle obiezioni dei debunker-

http://www.luogocomune.net/site/modules/911/

Non è vero che avere un opinione è un diritto…e non è vero che tutte le opinioni sono uguali.

Informarsi è un dovere, invece. E dopo, solo dopo, aver espletato questo dovere, ecco allora sì!, si ha il diritto ad avere un’opinione. Qualunque essa sia…

ciao Vik…

•aprile 15, 2011 • Lascia un commento

La morte di Vittorio Arrigoni è più che la perdita di un amico. E’ una sconfitta che sento come personale ed intima.

Ciao Vik

Chernobyl 1986: la storia di ieri – la paura di oggi

•marzo 19, 2011 • Lascia un commento

Tanti sanno che Chernobyl fu un grande disastro nucleare. Anzi, IL disastro per antonomasia. Ma chi sa veramente cosa accadde. O perchè.  Chi conosce le conseguenze? Chi sa che il picco di mortalità conseguente, nonostante le migliaia di degli anni immediatamente successivi, si sta avendo adesso?

Pasolini agli studenti: 1968 – 2010

•dicembre 16, 2010 • Lascia un commento

(Non tutto rimane valido dopo quarant’anni. Ma molte intuizioni sì. Non espongo la mia opinione in merito, Pasolini non ha bisogno di difese d’ufficio. La provocazione è utile solo a chi la sa integrare nella realtà.)

 

 

 

 

 

 

 

“Mi dispiace. La polemica contro
il Pci andava fatta nella prima metà
del decennio passato. Siete in ritardo, cari.
Non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati:
peggio per voi.

Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi
quelli delle televisioni)
vi leccano (come ancora si dice nel linguaggio
goliardico) il culo. Io no, cari.

Avete facce di figli di papà.
Vi odio come odio i vostri papà.
Buona razza non mente.
Avete lo stesso occhio cattivo.
Siete pavidi, incerti, disperati
(benissimo!) ma sapete anche come essere
prepotenti, ricattatori, sicuri e sfacciati:
prerogative piccolo-borghesi, cari.

Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
coi poliziotti,
io simpatizzavo coi poliziotti.
Perché i poliziotti sono figli di poveri.
Vengono da subtopie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene
il loro modo di esser stati bambini e ragazzi,
le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,
a causa della miseria, che non dà autorità. Continua a leggere ‘Pasolini agli studenti: 1968 – 2010′

Lo stato nello Stato: Vaticano

•agosto 20, 2010 • Lascia un commento

Rilancio un bell’articolo di Byoblu, dal suo sito che invito a visitare. Qui l’articolo originale

Il vero costo dei crocifissi
di byoblu | del pubblicato il 04/11/2009

Tieniti aggiornato su : http://www.byoblu.com

“La Chiesa costa ogni anno ai contribuenti italiani circa 4 miliardi e mezzo di euro. Più del costo del sistema politico. Mezza finanziaria. Quella che presentiamo qui non è che la stima ottimistica. Ce ne sono alcune che arrivano anche a 9 miliardi di euro all’anno.

L’otto per mille, grazie ad un meccanismo messo a punto a metà degli anni 80 da un consulente del governo Craxi di nome Giulio Tremonti, assegna alla Chiesa Cattolica anche le quote di chi non ha espresso alcuna preferenza. Per fare un esempio, fatta 100 la base dei contribuenti, se ce ne sono 40 che mettono una croce su uno dei destinatari possibili dell’8 per mille, e 30 di questi scelgono la Chiesa Cattolica, i tre quarti degli altri 60 contribuenti che non hanno espresso alcuna preferenza – ben 45 persone – si troveranno a devolvere il loro 8 per mille al Vaticano. Da 30 preferenze reali a 75 con un colpo di bacchetta magica degno di Harry Potter. Un giochetto che porta nelle casse della Chiesa Cattolica circa un miliardo di euro ogni anno. Nel resto dell’Europa diversamente religiosa, naturalmente, la contribuzione è non solo volontaria, ma le quote derivanti dalle preferenze non espresse restano allo Stato.

Se siete deboli di cuore non leggete la prossima frase. L’Art.47 della legge 20 maggio 1985, n. 222 stabilisce che ogni anno, entro il mese di giugno, lo Stato corrisponde alla Conferenza Episcopale Italiana un anticipo calcolato sulle preferenze espresse dell’anno precedente. Avete capito bene: voi anticipate ogni anno le tasse e l’Iva sulla base dei vostri guadagni passati e della presunzione di quelli attuali. Se non avete guadagnato dovete giocoforza andare a rubare. Lo Stato, viceversa, prende i vostri anticipi e li anticipa alla Chiesa Cattolica. Che glieli abbiate dati o meno. Nel 2007 abbiamo anticipato alla CEI 354 milioni di euro. Continua a leggere ‘Lo stato nello Stato: Vaticano’

Questo Blog sostiene i referendum contro la privatizzazione dell’acqua

•luglio 20, 2010 • 3 commenti

Spiegazione del merito dei tre quesiti referendari. Quando verranno fissati, probabilmente a primavera 2011, invito fortemente a votare SI’.

I servizi essenziali NON devono essere privatizzate.

La cattiva nomea della gestione pubblica in Italia è dovuta alle ruberie e alle spartizioni di potere della politica, che ha utilizzato le aziende municipali e statali come vacche da mungere per creare clientele e fondi neri per alimentare la corruzione e i circuiti sotterranei del potere, non certo ad una “intrinseca” inefficenza della gestione pubblica.

Un argomento del genere è peggio che ideologico, è ipocrita.

I servizi essenziali devono restare o tornare pubblici:

Sanità, Scuola, Elettricità, Acqua, Telecomunicazione, Autostrade, Ferrovie.

Il profitto è una cosa buona, ma solo se non viene fatto sulla pelle della povera gente. E su questi servizi, è sempre la povera gente a pagare l’aumento di prezzo e la diminuzione della qualità.

TG1: Non gli serve il manganello…

•giugno 29, 2010 • Lascia un commento

…con un giornalismo del genere: il problema di come si forma la pubblica opinione non ha più motivo di porsi.

Fate conto di non sapere nulla di Dell’Utri se non che era sotto processo per mafia, e ascoltate il servizio del TG1.

Cosa vi hanno detto?

Come è finito questo processo?

Beh Dell’Utri è stato condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Continua a leggere ‘TG1: Non gli serve il manganello…’

Questo Blog sostiene la campagna del Fatto Quotidiano

•giugno 21, 2010 • Lascia un commento

Si può discutere il merito di ogni tipo di informazione. Ma solo chi ostinatamente non vuole vedere può pensare che gli italiani tollerino l’Italia in quanto d’accordo con i suoi governanti.Solo a causa di una profonda ignoranza, può succedere quello che succede.

Ignoranza delle alternative, ignoranza della propria storia, ignoranza dei collegamenti non evidenti tra i fatti.

Educazione e informazione so gli unici veri strumenti del cambiamento.

Numeri e demagogia: il costo delle province

•giugno 8, 2010 • Lascia un commento

rilancio un bell’articolo, molto documentato, dal Blog di Carlo Bertani

Un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista guarda alla prossima generazione.”
Alcide de Gasperi

Premessa

La sorpresa giunge a metà Febbraio, quando – nello statino dello stipendio – compaiono conguagli ed addizionali: pazienza per i conguagli, ma tutte quelle addizionali, ad occhio e croce, sembra che crescano in percentuale più dello stipendio stesso. Ecco cosa leggo:

11/2010 Addizionale regionale IRPEF 45,99
11/2010 Addizionale comunale – saldo 15,29
11/2010 Addizionale comunale – acconto 6,41

Le date nella colonna a sinistra indicano che pagherò quei soldi, in busta paga, fino a Novembre del 2010: sommando le varie voci, e moltiplicando per 10 mesi, significa che i bei consiglieri regionali e comunali si prenderanno, solo da me, la bella cifra di 676,9 euro.
E le Province?
Le Province non compaiono perché s’approvvigionano mediante altre fonti: ad esempio, sulle tasse automobilistiche che paghiamo per i passaggi di proprietà. In Italia, circolano circa 30 milioni d’automezzi, il mercato dell’usato è quindi un mercato di milioni d’autoveicoli l’anno: si tratta dunque, anche lì, di un bel salasso.

Quanto ci rubano?

Uno degli assiomi imperanti, che per tanto tempo ci hanno ammansito, è che i costi della politica non siano significativi rispetto al bilancio dello Stato: passiamo per vero quanto affermano (ma è falso), però nel bilancio di una famiglia quei soldi iniziano a pesare.
Per la mia famiglia, ad esempio, rappresentano circa metà della cifra che spendiamo per il riscaldamento: poco “significativo”?!?
Oppure, se volete metterla in altro modo, significa che potrei acquistare un’utilitaria nuova ogni dieci anni. Non è niente?
Allora, quanto ci rubano?
Quanti sono i lavoratori dipendenti in Italia?
Continua a leggere ‘Numeri e demagogia: il costo delle province’

 
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