Lettera a Berlusconi dalla Mafia

•Luglio 6, 2009 • 1 Commento

Un improvviso chiarimento documentale sulla nascita dell’ Era Berlusconiana…che solleva però più domande di quante risposte offra. La più sottile e inquietante è sulla figura  di Piero Grasso, osannato Procuratore Nazionale Antimafia. Dietro tutto, la convivenza consapevole dello Stato con la Mafia assume la forma oscura della complicità e della correità. Berlusconi è solo il fenomeno più eclatante di una struttura di potere che risale all’unità d’italia.

Ho pubblicato precedentemente su questo blog le sentenze di Andreotti (Stralcio Appello e Cassazione) e Dell’Utri (primo grado)

Testo:
“Buongiorno a tutti, oggi siamo in trasferta, in tipografia, stiamo chiudendo un instant book insieme a Peter Gomez e a Marco Lillo, si intitolerà  “Papi” e che uscirà a metà luglio, ma non è di questo naturalmente che vi voglio parlare.
Vi voglio parlare di una notizia di quelle che passano come l’acqua sul vetro, se ne parla un giorno, poi scompare e tra l’altro è una notizia clamorosa, dirompente, molto ancora più dirompente, mi scuso se lo ripeto, ma bisogna continuamente ripetercelo, degli scandali politico – sessuali che riguardano il Presidente del Consiglio e la sua corte dei miracoli, ribadisco ancora una volta che basterebbe uno di quegli scandali politico – sessuali per far dimettere il Presidente del Consiglio o il sottosegretario di qualunque paese del mondo, tranne il nostro, quindi non li sto sminuendo, ma sto dicendo che qui abbiamo anche di peggio!
E è curioso che nessuno di quelli che fanno 10 o 20 o 5 domande tutti i giorni al Presidente del Consiglio, non si concentri anche su questo fatto, anzi non scriva neanche una riga, sarò fissato ma penso che i rapporti con la mafia siano più gravi, persino dei rapporti con le prostitute, con i papponi e con gli spacciatori di droga, è grave anche questo secondo cotè, ma è doppiamente grave o triplamente grave il primo.

La lettera della mafia a Berlusconi

Allora la notizia che riguarda il nostro Presidente del Consiglio e i suoi rapporti con la mafia, è una notizia che dovrebbe interessare soprattutto in periodo di G8, perché in periodo di G8? Prendo oggi “Il Corriere della Sera” e leggo a pag. 2  “Le 12 tavole per un’economia etica, pronto il testo Ocse elaborato dall’Italia” e sotto abbiamo addirittura il volto di Tremonti che evidentemente, per conto del Cavaliere, sta preparando le tavole della finanza etica, devo dire che è proprio la persona giusta Berlusconi per parlare di finanza etica, visto che aveva quelle 64 società nei paradisi fiscali, quelle costruite da Mills che poi lui ha dovuto corrompere per farlo stare zitto nei processi.
Ma devo dire che tra queste 12 tavole per la finanza etica, potrebbe entrare a buon diritto, potrebbero anche distribuirne copia al G8 affinché gli altri 7 capi di Stato e di governo, oltre al nostro, il nostro è soltanto mezzo, quindi sarà un vertice G7 ½ come ha titolato “L’espresso” che il nostro mezzo distribuisse un foglietto, un papellino agli altri colleghi, per fargli vedere di cosa è capace lui quando si tratta di finanza etica, è un foglietto che è saltato fuori all’improvviso da un cassetto della Procura di Palermo, forse qualcuno di voi ha letto, bisogna essere pronti in questi casi perché la notizia viene data una volta e poi scompare, non ci sono commenti, reazioni, interrogazioni parlamentari, approfondimenti, nessuno ce la fa vedere.
Sul Corriere dell’altro giorno: “La mafia nel 1991: a noi una televisione di Berlusconi o rapiremo un figlio”, la Stampa: “Minacce della mafia a Berlusconi, giallo su una lettera del 1989”, quindi per la stampa è del 1989 per Il Corriere della Sera è del 1991, altri giornali la fanno risalire tra la fine degli anni 80 e l’inizio degli anni 90 e ne traggono tutti la conseguenza che questo povero Cristo di Berlusconi, era perseguitato dalla mafia, era minacciato, ricattato, una vittima quindi della mafia, poveretto! Ce l’hanno tutti con lui, anche la mafia! Questo è il messaggio che è passato anche in quei fugaci servizi o notiziole che sono state date in televisione, ne ha parlato perfino la televisione, perché? Perché poter accostare Berlusconi ai martiri minacciati dalla mafia, oppure addirittura uccisi dalla mafia, in un momento come questo è interessante, nessuno si è posto due domande ma queste le porremo alla fine nella speranza che quelli che ne fanno 10, ne facciano almeno 2 su questa vicenda, visto che ne fanno 10 sul caso Noemi. Continua a leggere ‘Lettera a Berlusconi dalla Mafia’

Corruzione e crisi “linguistica” dell’economia

•Aprile 27, 2009 • 1 Commento

riporto un articolo molto interessante e documentato.

da http://linguaditerra.blogspot.com/

L’Italia è il Paese più corrotto dell’Europa occidentale, e quello con la crescita più lenta. Uno studio ONU collega i due fenomeni chiamando in causa l’analfabetismo funzionale.

1. Secondo il rapporto di Transparency International del 2008, l’Italia è considerata dagli esperti il Paese più corrotto dell’Europa occidentale. Nella classifica dei Paesi più virtuosi (in giallo e in arancione nella figura sotto), occupa infatti solo il 55° posto, pur essendo la settima economia del mondo: è preceduta dalla quasi totalità dei Paesi OCSE ed anche da diversi Paesi poveri come il Cile (23), l’Uruguay (23), il Botswana (36), il Bhutan (45) e la Malesia (47).

Corruption Perceptions Index 2008

D’altra parte, i dati del Fondo Monetario Internazionale (2008) indicano che l’Italia è anche, con la sola eccezione dell’Irlanda, il Paese con la crescita economica più debole dell’Europa occidentale, l’unico ad aver chiuso l’anno in negativo con un -0,1%. Inoltre, secondo il rapporto OECD in Figures (2008), la media della crescita italiana (+1,7%) negli ultimi vent’anni (1987-2007) è stata la più bassa dei Paesi OCSE.

Secondo Daniel Haile (2005) dell’UNU-WIDER, è possibile spiegare con un modello matematico come l’alto tasso di corruzione contribuisca a rallentare la crescita economica. Continua a leggere ‘Corruzione e crisi “linguistica” dell’economia’

REFERENDUM: i quesiti e le conseguenze

•Aprile 17, 2009 • Lascia un Commento

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Il 1° e il 2° quesito: premio di maggioranza alla lista più votata e innalzamento della soglia di sbarramento Le attuali leggi elettorali di Camera e Senato prevedono un sistema proporzionale con premio di maggioranza.

Tale premio è attribuito su base nazionale alla Camera dei Deputati e su base regionale al Senato. Esso è attribuito alla “singola lista” o alla “coalizione di liste” che ottiene il maggior numero di voti. Il fatto che sia consentito alle liste di coalizzarsi per ottenere il premio ha fatto sì che, alle ultime elezioni, si siano formate due grandi coalizioni composte di numerosi partiti al proprio interno. E la frammentazione è notevolmente aumentata.

Il 1° ed il 2° quesito (valevoli rispettivamente per la Camera dei Deputati e per il Senato) si propongono l’abrogazione del collegamento tra liste e della possibilità di attribuire il premio di maggioranza alle coalizioni di liste. In caso di esito positivo del referendum, la conseguenza è che il premio di maggioranza viene attribuito alla lista singola (e non più alla coalizione di liste) che abbia ottenuto il maggior numero di seggi.

Un secondo effetto del referendum è il seguente: abrogando la norma sulle coalizioni verrebbero anche innalzate le soglie di sbarramento. Per ottenere rappresentanza parlamentare, cioé, le liste debbono comunque raggiungere un consenso del 4 % alla Camera e 8 % al Senato.

In sintesi: la lista più votata ottiene il premio che le assicura la maggioranza dei seggi in palio, le liste minori ottengono comunque una rappresentanza adeguata, purché superino lo sbarramento. All’esito dell’abrogazione, resteranno comunque in vigore le norme vigenti relative all’indicazione del “capo della forza politica” (il candidato premier) ed al programma elettorale.

Gli effetti politico-istituzionali del 1° e del 2° quesito Il sistema elettorale risultante dal referendum spingerà gli attuali soggetti politici a perseguire, sin dalla fase pre-elettorale, la costruzione di un unico raggruppamento, rendendo impraticabili soluzioni equivoche e incentivando la riaggregazione nel sistema partitico. Si potrà aprire, per l’Italia, una prospettiva tendenzialmente bipartitica.

La frammentazione si ridurrà drasticamente. Non essendoci più le coalizioni scomparirà l’attuale schizofrenia tra identità collettiva della coalizione e identità dei singoli partiti nella coalizione. Con l’effetto che i partiti sono insieme il giorno delle elezioni e, dal giorno successivo, si combattono dentro la coalizione. Sulla scheda apparirà un solo simbolo, un solo nome ed una sola lista per ciascuna aggregazione che si candidi ad ottenere il premio di maggioranza. Continua a leggere ‘REFERENDUM: i quesiti e le conseguenze’

La Sentenza Dell’Utri – La Mafia di Stato

•Marzo 1, 2009 • 9 Commenti

Le motivazioni della sentenza di condanna del senatore Dell’Utri – (in fondo al Post, è scaricabile la sentenza integrale di primo grado in PDF!)

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REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI PALERMO
II SEZIONE PENALE

Riunito in camera di consiglio e composto dai sigg.ri:
1) Dott. Leonardo Guarnotta, presidente
2) Dott.ssa Gabriella Di Marco, Giudice est.
3) Dott. Giuseppe Sgadari, Giudice est.

alla pubblica udienza dell’11 dicembre 2004 ha pronunciato e pubblicato mediante lettura del dispositivo la seguente
SENTENZA

nei confronti di:
1) DELL’UTRI MARCELLO, nato a Palermo l’11 settembre 1941, residente in Milano, Segrate MI/2, Via fratelli Cervi, Residenza
xxx – LIBERO-ASSENTE

2) CINA’ GAETANO, nato a Palermo il 26 settembre 1930, ivi
residente in Via Gaetano xxx – LIBERO-CONTUMACE

IMPUTATI:

DELL’UTRI MARCELLO
A) del delitto di cui agli artt. 110 e 416 commi 1, 4 e 5 c.p., per avere concorso nelle attività della associazione di tipo mafioso denominata “Cosa Nostra”, nonchè nel perseguimento degli scopi della stessa, mettendo a disposizione della medesima associazione l’influenza ed il potere derivanti dalla sua posizione di esponente del mondo finanziario ed imprenditoriale, nonchè dalle relazioni intessute nel corso della sua attività, partecipando in questo modo al mantenimento, al rafforzamento ed alla espansione della associazione medesima.

E così ad esempio:
1. partecipando personalmente ad incontri con esponenti anche di vertice di Cosa Nostra, nel corso dei quali venivano discusse condotte funzionali agli interessi della organizzazione;
2. intrattenendo, inoltre, rapporti continuativi con l’associazione per delinquere tramite numerosi esponenti di rilievo di detto sodalizio criminale, tra i quali Bontate Stefano, Teresi Girolamo, Pullarà Ignazio, Pullarà Giovanbattista, Mangano Vittorio, Cinà Gaetano, Di Napoli Giuseppe, Di Napoli Pietro, Ganci Raffaele, Riina Salvatore; Continua a leggere ‘La Sentenza Dell’Utri – La Mafia di Stato’

Quali opportunità per “Due Popoli, Due Stati” ?

•Febbraio 5, 2009 • 2 Commenti

Il miglior reportage che abbia mai visto sulla questione palestinese. Chiaro, completo, non reticente, pacato.Un giornalismo che ci manca come l’aria, in Italia.

more about “ità per “Due Popoli, Due Stati” ?“, posted with vodpod

Salvatore Borsellino urla il suo sdegno civile

•Gennaio 29, 2009 • 13 Commenti

L’articolo di De Magistris su Micromega “L’indipendenza si difende senza calcoli e ad ogni costo”

•Gennaio 19, 2009 • 4 Commenti

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(19 gennaio 2009)

L’altro giorno, in uno dei tanti viaggi tra Napoli e Catanzaro, ascoltavo la bellissima canzone di Francesco De Gregori e mi venivano in mente frammenti di storia scritti da magistrati della Repubblica italiana. Pensavo al coraggio del Procuratore della Repubblica di Palermo, Gaetano Costa, che, da solo, si assunse la responsabilità di firmare degli ordini di cattura, al coraggio di Rosario Livatino ed Antonino Scopelliti che non piegarono la testa e decisero di esercitare il loro ruolo con rigore ed indipendenza, a quello di Paolo Borsellino che consapevole di quello che stava accadendo ai suoi danni cercava di fare presto per giungere alla verità e per comprendere anche le ragioni della morte di Giovanni Falcone e degli uomini della sua scorta. Pensavo a quanta mafia istituzionale accompagna tanti eccidi accaduti negli ultimi trent’anni.

Pensavo a quello che sta accadendo in questi mesi in cui si consolidano nuove forme di “eliminazione” di magistrati che non si omologano al sistema criminale di gestione illegale del potere e che pretendono, con irriverente ostinazione, di adempiere a quel giuramento solenne prestato sui principi ed i precetti della Costituzione Repubblicana, nata dalla resistenza al fascismo. Pensavo a quello che possono fare i singoli magistrati oggi per opporsi ad una deriva autoritaria che ha già modificato di fatto l’assetto costituzionale di questo Paese. Pensavo a quello che può fare ogni cittadino di questa Repubblica per dimostrare che, forse, ormai, l’unico vero custode della Costituzione Repubblicana non può che essere il popolo, con tutti i suoi limiti. Continua a leggere ‘L’articolo di De Magistris su Micromega “L’indipendenza si difende senza calcoli e ad ogni costo”’

La Mattanza – Gaza e le nostre bugie

•Gennaio 18, 2009 • Lascia un Commento

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dal Blog di Vittorio Arrigoni (http://guerrillaradio.iobloggo.com/) volontario dell’International Solidarity Movement in Gaza

(articolo apparso sul Manifesto 14-01-2009) Dante non avrebbe saputo immaginare gironi così infernali come le corsie dei dannati negli ospedali di Jabalia. La legge del contrappasso qui è applicata al rovescio. Tanto più innocente è la vittima tanto meno viene risparmiata dal martirio delle bombe. Al Kamal Odwan, all’ Al Auda, le piastrelle in ceramica dei pronti soccorsi sono sempre belle lustre, gli inservienti hanno sempre un gran da fare a ripulirle dal sangue che gronda dall’incessante via vai di barelle cariche di corpi massacrati. Iyad Mutawwaq stava camminando per strada quando una bomba ha aperto uno squarcio in un edificio poco distante. Insieme ad altri passanti si era precipitato per prestare i soccorsi, mentre una secondo ordigno colpiva il palazzo, uccidendo un padre di 9 figli, due fratelli, e un altro passante che al pari di Iyad era corso sul posto per aiutare i feriti. La solita storia ripetuta, dieci, cento volte.

La tecnica preferita di ogni terrorismo ricalcata alla perfezione dall’ esercito di Tsahal. Si lancia un bomba, si attendo i soccorsi, si ribombardano feriti e soccorsi. Per Iyad queste sono bombe americane ma portano l’autografo anche di Mubarack, il dittatore egiziano che qui Gaza fa concorrenza ad Olmert in capacità di catalizzare livore. Dietro il letto di Iyad, un anziano con le braccia ingessate sta disteso con gli occhi fissi al soffitto, non proferisce più parola, mi dicono abbia perso tutto, famiglia e casa. Fissa le crepe di un intonaco che cade a pezzi come per cercare una risposta alla disfatta della sua esistenza. Khaled ha lavorato 25 anni in Israele, prima dell’ultima intifada. Come gratifica Tel Aviv non gli ha concesso una pensione, ma una serie di missili aria-terra sulla sua abitazione; presenta ferite su tutto il corpo da schegge di esplosivo. Gli chiedo dove andrà a vivere una volta dimesso dall’ospedale. Mi risponde dove sta ora la sua famiglia: per strada. Come la sua, numerose famiglie non sanno più dove rifugiarsi. I più fortunati hanno trovato ospitalità da parenti e conoscenti, come abbiamo verificato, ma si può definire vita lo stipare un centinaio di persone in due appartamenti di 3 stanze ciascuno? Continua a leggere ‘La Mattanza – Gaza e le nostre bugie’

La vergogna infinita:l’assedio di Gaza e le nostre bugie

•Gennaio 3, 2009 • 1 Commento

dal Blog  http://guerrillaradio.iobloggo.com -

Vittorio Arrigoni volontario dell’ “International Solidarity Movement” in Gaza scrive la sua testimonianza. (Articolo da Il Manifesto 02-gennaio-2009)

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Il nuovo anno è subentrato a quello vecchio con gli stessi auspici di morte e desolazione, elevati alla massima potenza distruttiva. Mai viste così tante bombe crollare attorno a casa mia, dinnanzi al porto. Un’ esplosione a meno di 100 metri , ha scosso violentemente i 7 piani del mio palazzo, facendolo oscillare come un pendolo impazzito. Per un momento abbiamo temuto venisse giù, i vetri delle finestre sono scoppiati tutti. Momenti di panico, ho pregato iddio che il nostro edificio fosse stato costruito con criteri antisismici, ben conscio della mia effimera illusione, Gaza poggia su di una striscia di terra che non trema. Il terremoto qui è innaturale, si chiama Israele. Sarà per questo che i governanti occidentali, così compassionevoli e caritatevoli, lesti nel mettersi una mano sul cuore e l’altra nel portafoglio, spesso per propaganda personale, quando si tratta di versare parole e fondi in soccorso delle popolazioni colpite da catastrofe naturali, dinnanzi a questa di catastrofe innaturale, progettata  a tavolino in ogni suo minimo dettaglio a Tel Aviv mesi fa, si mettono una mano dinnanzi agli occhi e all’altra a pararsi l’orecchio, e sembrano non prestare attenzione alle strazianti urla di dolore di corpi innocenti fatti a brandelli senza pietà. MIDEAST-PALESTINIAN-ISRAEL-CONFLICT-GAZA

Disinteressarsi della costante  e progressiva distruzione di moschee (e siamo già ad 8), scuole, università, ospedali, decine e decine di edifici di civili. Proseguo nella mia disperata ricerca, di quegli amici che non rispondono più al mio telefono. Ahmed l’ho rintracciato a casa sua, una delle poche ancora in piedi, nel centro del quartiere Tal Alhawa di Gaza city, attorniata da uno scenario apocalittico che ricorda tanto il quartiere sciita di Beirut, dopo la pioggia di bombe del 2006, bombe di stessa fabbricazione e provenienza di quelle ci stanno cadendo addosso in questi giorni. Ahmed sta bene, i suoi familiari pure, ma sua madre se l’è vista davvero brutta sabato. E’ un insegnante della scuola Balqees delle Nazioni Unite, quel giorno si è trattenuta in aula più del consueto, è stata la sua salvezza. Molti suoi studenti in attesa alla fermata dei bus, sono rimasti seppelliti dalle macerie prodotte dalle esplosioni. Una bomba è caduta sull’auto di Ahmed, una utilitaria verde pistacchio, la stessa con cui giusto la sera prima scorazzavamo in cerca di pane in una città in cui la farina viene venduta a peso d’oro. Rafiq invece alla fine l’ho rintracciato al telefono, la sua voce cavernosa sembra provenire da un pozzo senza fondo, un cunicolo di tristezza e disperazione per aver appena appreso della morte di tre dei suoi migliori amici, durante l’attacco al porto. Continua a leggere ‘La vergogna infinita:l’assedio di Gaza e le nostre bugie’

Discorso di Capodanno 2009

•Gennaio 1, 2009 • Lascia un Commento

Si potrà dire quello che si vuole di Grillo: che è populista, che è qualunquista, che solleva solo polvere.

Mi riservo la mia opinione, che è positiva. Di certo però tutti devono ringraziarlo per aver reso impossibile ignorare alcuni problemi, per aver sollevato lo sdegno di tante persone che non hanno il tempo materiale per informarsi autonomamente.

Di Grillo si possono dire tante cose, a favore o contro, ma almeno lui, alla sua maniera, ci prova. E se non è tutto perfetto, beh lo potrà davvero criticare solo chi ci avrà provato a sua volta.

Sarà un anno lungo, amici miei.

Damiano