“come al trascorrere di bagliori”

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(…)Tacque un istante, riprese:
– “Maestro, in tutto ciò che avete detto che posto hanno la dedizione, il sacrificio, l’abnegazione, il generoso intreccio delle buone disposizioni, l’amore? Conferire equilibrio a tutto, va bene; conferire armonia a tutto, è meglio. Al di sopra della bilancia sta la lira. La vostra repubblica dosa, misura e regolamenta l’uomo; la mia lo solleva nell’azzurro del cielo. Ecco la differenza tra un teorema e un aquila.”
– “ti perdi nelle nuvole.”
– “e voi nel calcolo”
– “c’è sogno nell’armonia”
– “ce n’è anche nell’algebra.”
– “Vorrei che l’uomo fosse fatto da Euclide”
– “io invece” disse Gauvain “lo preferirei fatto da Omero”

Il severo sorriso di Cimourdain si posò su Gauvain come ad ancorare quell’anima.
– “Poesia. Diffida dei poeti.”
– “Sì, conosco quest’esortazione. Diffida dei venti, diffida dei raggi, diffida dei profumi, diffida dei fiori, diffida delle costellazioni.”
– “Niente di tutto questo riempie la pancia.”
– “Che ne sapete voi? Anche l’idea è nutrimento. Pensare è mangiare.”
– “Astrazioni. La repubblica è due più due fa quattro. Una volta dato a ognuno ciò che gli spetta…”
– “Vi resta da dare a ognuno ciò che non gli spetta.”
– “A che ti riferisci?”
– “All’immensa concessione reciproca, che ognuno deve fare a tutti, e tutti a ognuno, e che è l’intera vita consociata.”
– “Al di fuori dello stretto diritto, non c’è niente!”
– “C’è tutto.”
– “Io vedo solo la giustizia.”
– “Io aspiro più in alto.”
– “che c’è dunque sopra la giustizia?”
– “l’equità.”

A tratti si interrompevano, come al trascorrere di bagliori. Riprese Cimourdain:
– “chiarisci il tuo pensiero, ti sfido a farlo.”
– “accetto la sfida. Voi volete il servizio militare obbligatorio. Contro chi? Contro altri uomini. Io non voglio servizio militare di sorta. Voglio la pace. Voi volete che si soccorrano i miseri, io voglio che la miseria sia eliminata. Voi volete l’imposta proporzionale. Io non voglio imposte di nessun genere.”
(…)Cimourdain fece il gesto di un uomo che ne richiami un altro.
– “Gauvain, torna sulla terra. Noi vogliamo realizzare il possibile.”
– “Allora cominciate col non renderlo impossibile.” 

( “Novantatrè” V.Hugo, 1874)

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~ di damianorama su settembre 7, 2007.

Una Risposta to ““come al trascorrere di bagliori””

  1. Trovo che Novatatré sia, in realtà, la summa di tutto il pensiero di Hugo..romanzo dalle forte connotazioni etiche e che ripercorre i conflitti di coscienza così frequenti in quell’anno rivoluzionario..e poi le figure del Marchese e di Cimourdain sono tratteggiate con una tale maestria che è impossibile resistervi..chi vuole discorrere di Cimourdain e 93 mi scriva a gladiator77fr@libero.it..ciao

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