V-Day, la politica e la fattoria degli animali stanchi

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V-Day,  8 Settembre 2007

Merita due parole. La dimensione politica è una parte importante della crescita di una persona, senza politica l’individuo vive un assedio da parte del mondo. E’ necessario sentirsi parte, anche la parte sconfitta all’occasione, ma integrata, vitale. Alla politica poi subentrano altre dimensioni, ma questo non è il discorso di oggi.

il problema è che la politica ci è stata rubata, a noi in Italia come in quasi tutto l’occidente. Come sempre, però, in tutto ciò che riguarda la degenerazione della normalità l’Italia è all’avanguardia, con i suoi record olimpionici di condannati in parlamento, di legioni di politics servants, come li chiamano elegantemente gli anglofoni, cioè portaborse e minutaglia politicante e stipendiata, di corporazioni, di organizzazioni criminali, di traffici di droga. (Lo sapete che siamo il centro mondiale di smistamento della produzione di cocaina? è un business da 100 miliardi di euro l’anno. Con 100 miliardi di euro l’anno, miei cari, il Parlamento può essere comprato e venduto tre o quattro volte al mese, alla bisogna. Di certo basta per le campagne di delegittimazione dei magistrati, per insabbiare legislazioni sgradite, per facilitare movimenti e partiti arrendevoli. Bastano a un sacco di cose, 100 miliardi di euro l’anno!)

Naturalmente, condizione necessaria e sufficiente perchè la politica sia “redditizia” è che i cittadini ne stiano decorosamente alla larga, tranne nelle poche ore in cui si siedono davanti all’imbuto-televisore per tragugiare un po’ di slogan elettorali! E un po’ di paura.

il V-Day, cioè Vaffanculo-day, è la risposta orizzontale a uno dei momenti peggiori degli ultimi anni, risposta coagulatasi per merito dell’azione appassionata di Beppe Grillo. La particolarità, come si intuisce dal nome, è il programmatico rifiuto della politica, non di una parte politica in particolare. Per la prima volta esistono mezzi di comunicazione e di interrelazione sufficienti a bypassare la politica e i vecchi canali e contenitori ideologici!

La politica è importante, ma solo se è lo strumento di un fine.

Il fine per l’individuo è la crescita e lo sviluppo di un consapevolezza personale. Per la società è il rispetto dell’originario e fondante “patto” di mutuo soccorso e utilità che sta alla base della convivenza. Questi fini paralleli sono stati tradidi e avviliti in una pratica di potere e di consorterie avvilenti e pericolose. E’ una pratica criminale, occhio, poichè rubano anche la possibilità di evolvere, insieme ai soldi.

L’individuo viene ricacciato in una soffocante esistenza dove il lavoro, i soldi la competizione vengono additate come soluzioni là dove sono invece problemi.

La società è esacerbata dalla programmatica ingiustizia che viene praticata per sottili ma limpide esigenze di potere e di mercato.

Ma la solidarietà è il fondamento della società, oppure questa stessa società non è altro che una Fattoria dove agli animali-cittadini si applicano metodi sempre più efficaci per aumentarne il rendimento, diminuire i costi, limitare il dissenso.

Il V-Day è una frustata, in primo luogo ai cittadini stessi. Perchè è facile evitare le grane abbassando la testa, accettando, rassegnandosi. Ma se qualcuno ti punta il dito contro magari una sana vergogna, un salutare sussulto di dignità potrebbe innescarsi.

Quanto al resto vedremo…

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~ di damianorama su settembre 8, 2007.

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