“il segreto è impegnarsi un istante di più dell’avversario”

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La frase del titolo è di Beppe Grillo e davvero la sottoscrivo. E’ completamente diverso l’atteggiamento mentale ed emotivo di chi protesta e si oppone e si impegna perchè è “esasperato” e di chi invece lo fa perchè ritiene l’impegnarsi una sua precisa responsabilità. Gli “esasperati” hanno bisogno di scadenza, di risultati, perfino di “formule” di schemi. Perchè la loro azione è basata principalmente su uno stato emotivo e questo, in quanto tale, fluttua. Dunque vanno incontro a momenti di esaltazione, come di rabbia, come di depressione. Chi invece sente di adempire una responsabilità, non ha bisogno di risultati e neppure di successi, se pure sono piacevoli, perchè l’azione è ricompensa di se stessa, una volta attuata, tradotta in realtà.

Sotto segue un po’ di quell’informazione che non ci passano i media e di cui Grillo ha fatto il fulcro del suo impegno. Come mio personale contributo, lo ripropongo qui. È un invito a pensare non solo agli inceneritori ma anche alla costante disinformazione pianificata che è usata come forma di controllo sociale dal sistema. Sono poche informazioni spicciole, accessibili e controllabili. Niente di rivoluzionario. Semplicemente non le passano perchè contraddicono alcuni teoremi cari a chi sostiene il potere, tipo petrolieri e industriali (vogliamo fare nomi? Moratti, Montezemolo, Marchionne, Tronchetti Provera, etc..).

L’informazione è fatta a loro immagine e somiglianza, dai giornali che loro controllano!

Le alternative agli inceneritori: (segue)

Inceneritori, perché no
1. L’incenerimento dei rifiuti li trasforma in nanoparticelle
tossiche e diossine
2. L’incenerimento necessita di sostanze come acqua, calce,
bicarbonato che aumentano la massa iniziale dei rifiuti
3. Da una tonnellata di rifiuti vengono prodotti fumi e 300 kg
di ceneri solide e altre sostanze.

– le ceneri solide vanno smaltite per legge in una
discarica per rifiuti tossici nocivi, rifiuti
estremamente più pericolosi delle vecchie discariche

– i fumi contengono 30 kg di ceneri volanti
cancerogene, 25 kg di gesso
l’incenerimento produce 650 kg di acque inquinate da
depurare

4. Le micro polveri (pm 2 fino a pm 0,1) derivanti
dall’incenerimento se inalate dai polmoni giungono al sangue
in 60 secondi e in ogni altro organo in 60 minuti
5. Le patologie derivanti dall’inalazione sono: cancro,
malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto e ictus.
Lo comprovano migliaia di lavori scientifici
6. Gli inceneritori, detti anche termovalorizzatori, sono stati
finanziati con il 7% della bolletta dell’Enel associandoli
alle energie rinnovabili insieme ai rifiuti delle raffinerie
di petrolio al carbone. Senza tale tassa sarebbero
diseconomici. Nell’ultima Finanziaria è stato accordato il
finanziamento, ma solo agli inceneritori già costruiti
7. In Italia ci sono 51 inceneritori, sarebbe opportuno disporre
di centraline che analizzino la concentrazione di micro
polveri per ognuno di essi, insieme all’aumento delle
malattie derivate sul territorio nel lungo periodo
8. I petrolieri, i costruttori di inceneritori e i partiti
finanziati alla luce del sole da queste realtà economiche
sono gli unici beneficiari dell’incenerimento dei rifiuti

Riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata,
riciclaggio e bioessicazione

1. Riduzione dei rifiuti (Berlino, per fare un esempio, ha
ridotto in sei mesi i rifiuti del 50%)
2. Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale
3. Riciclo di quanto raccolto in modo differenziato
4. Quanto rimane di rifiuti dopo l’attuazione dei primi tre
punti va inviato a impianti per una selezione meccanica delle
tipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non
riciclabile può essere trattata senza bruciarla con in
impianti di bioessicazione
5. In termini economici non conviene bruciare in presenza di una
raccolta differenziata perchè:
– il legno può essere venduto alle aziende per farne
truciolato
– il riciclaggio della carta rende più dell’energia che
se ne può ricavare
– il riciclaggio della plastica è conveniente. Occorrono
2/3 kg di petrolio per fare un kg di plastica
6. La raccolta differenziata può arrivare al 70% dei rifiuti, il
30% rimanente può ridursi al 15-20% dopo la bioessicazione.
Una quantità che è inferiore o equivale agli scarti degli
inceneritori. Ma si tratta di materiali inerti e non tossici
con minori spese di gestione ed impatti ambientali sanitari

Se nel settore dei rifiuti non ci fossero le attuali realtà, per
legge, di monopoli privati a totalità di capitale pubblico, ma
una reale liberalizzazione del mercato, la concorrenza tra le
aziende avverrebbe sulla capacità di recupero e l’incenerimento
sarebbe superato.

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~ di damianorama su gennaio 6, 2008.

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