“tu Dio Visibile, che fondi insieme le cose impossibili e le costringi a baciarsi!”

Da “Manoscritti Economico-Filosofici”  (1844) – Karl Marx

“Il denaro, possedendo la caratteristica di comprare tutto, di appropriarsi di tutti gli oggetti, è dunque l’oggetto in senso eminente. L’universalità di questa sua caratteristica costituisce l’onnipotenza del suo essere; è tenuto perciò come l’essere onnipotente…il denaro fa da mezzano tra il bisogno e l’oggetto, tra la vita e i mezzi di sussistenza dell’uomo. Ma ciò che media a me la mia vita, mi media pure l’esistenza degli altri uomini per me. Questo è per me l’altro uomo.

GOETHE “Faust, Mefistofele”

Eh diavolo! Certamente mani e piedi, testa e sedere sono tuoi! Ma quel che io mi posso godere allegramente, non è forse meno mio? Se posso pagarmi sei stalloni, le loro forze non sono forse mie? Io ci corro su, e sono perfettamente a mio agio come se io avessi ventiquattro gambe.

SHAKESPEARE “Timone d’Atene”

Oro? Oro giallo, fiammeggiante, prezioso? No, o dei, non sono un vostro vano adoratore. Radici chiedo ai limpidi cieli. Ce ne è abbastanza per fare nero il bianco, brutto il bello, ingiusto il giusto, volgare il nobile, vecchio il giovane, codardo il coraggioso… Esso allontana i sacedoti dagli altari, strappa di sotto al capo del forte il guanciale. Questo giallo schiavo unisce e infrange le fedi; benedice i maledetti; rende gradita l’orrida lebbra; onora i ladri e da loro titoli, riverenze e lode nel consesso dei senatori. È esso che fa risposare la vedova afflitta; colei che l’ospedale e le piaghe ulcerose fanno apparire disgustosa, esso profuma e prepara di nuovo giovane per il giorno d’Aprile. Avanti, o dannato metallo, tu prostituta comune dell’umanità, che rechi discordia tra i popoli…(…)

tu Dio Visibile, che fondi insieme le cose impossibili e le costringi a baciarsi! Tu parli ogni lingua, per ogni intento; o tu pietra di paragone di tutti i cuori, pensa, l’uomo il tuo schiavo si ribella; e col tuo valore gettalo in una discordia che tutto confonda in modo che le bestie abbiano l’impero del mondo!

Shakespeare descrive l’essenza del denaro in modo veramente incisivo. Per comprenderlo, cominciamo dall’interpretazione del passo di Goethe.

Ciò che mediante il denaro è a mia disposizione, ciò che io posso pagare, ciò che il denaro può comprare, quello sono io stesso, il possessore del denaro medesimo. Quanto grande è il potere del denaro, tanto grande è il mio potere. Le caratteristiche del denaro sono le mie stesse caratteristiche e le mie forze essenziali, cioè sono le caratteristiche e le forze essenziali del suo possessore. Ciò che io sono e posso, non è quindi affatto determinato dalla mia indivualità. Io sono brutto ma posso comprarmi la più bella tra le donne. E quindi io non sono brutto, perchè l’effetto della bruttezza, la sua forza repulsiva è annullata dal denaro. Io, come individuo sono storpio, ma il denaro mi procura ventiquattro gambe; quindi non sono storpio. Io sono un uomo malvagio, disonesto, senza scrupoli, stupido; ma il denaro è onorato e quindi anche il suo possessore. Il denaro è il bene supremo, e quindi il suo possessore è buono. Il denaro mi toglie la pena dell’essere disonesto e quindi si presume che io sia onesto. Io sono stupido, ma il denaro è la vera intelligenza di tutte le cose; e allora come potrebbe essere stupido chi lo possiede?

Inoltre costui potrò sempre comperarsi le persone intelligenti e chi ha potere sulle persone intelligenti, non è forse più intelligente di loro? Io che col denaro ho facoltà di procurarmi tutto quello cui il cuore umano aspira, non possiedo forse tutte le umane facoltà? Forse che il denaro non trasforma tutte le mie deficienze nel loro contrario?

E se il denaro è il vincolo che mi unisce alla vita umana, che unisce a me la società, che mi collega con la natura e gli uomini, non è forse il denaro il vincolo di tutti i vincoli? Non può esso forse sciogliere e stringere ogni vincolo? E quindi non è forse il dissolvitore universale? Esso è tanto la moneta spicciola quanto il vero cemento, la forza galvano-chimica della società.

(..) è la divinità visibile, la trasformazione di tutte le caratteristiche umane e naturali nel loro contrario, la confusione universale e l’universale rovesciamento delle cose. Esso fonde insieme le cose impossibili. (..) in quanto è tale mediazione, il denaro è la forza veramente creatrice.

La domanda esiste, sì, anche per chi non ha denaro, ma la sua domanda è puro ente dell’immaginazione, che non ha nessun effetto, nessuna esistenza per me, per un terzo…e quindi resta per me stesso irreale, privo di oggetto.

Quando non ho denaro per viaggiare, non ho nessun bisogno, cioè nessun bisogno reale e realizzantesi di viaggiare. Se ho una certa vocazione allo studio, ma non ho denaro per realizzarla, non ho nessuna vocazione per lo studio, nessuna vocazione efficace, nessuna vocazione vera. Al contrario, se io non ho realmente nessuna vocazione per lo studio, ma ho la volontà e il denaro, ho una vocazione efficace. (..)

Poiché il denaro, in quanto concetto esistente e in atto del valore, confonde e inverte ogni cosa, è la universale confusione e inversione di tutte le qualità naturali e umane.(..)

Se presupponi l’uomo come uomo e il suo rapporto con il mondo come un rapporto umano, potrai scambiare amore solamente con amore, fiducia solo con fiducia, etc. Se vuoi godere dell’arte devi essere un uomo artisticamente educato; se vuoi esercitare un influsso sugli altri uomini, devi essere un uomo che agisce sugli altri uomini, stimolandoli e sollecitandoli realmente.

(..) Se ami senza suscitare una amorosa corrispondenza, cioè se il tuo amore non produce una corrispondenza d’amore, se nella tua manifestazione vitale di uomo amante non fai di te stesso un uomo amato, il tuo amore è impotente, è un’infelicità.

Da “Manoscritti Economico-Filosofici” (1844) – Karl Marx

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~ di damianorama su aprile 19, 2008.

Una Risposta to ““tu Dio Visibile, che fondi insieme le cose impossibili e le costringi a baciarsi!””

  1. A me bastano queste parole…

    anche per sentirmi meno “orfano” di un Uomo che non c’è più e del Suo più generale “sentire” che, cosa ancor più dolorosa, forse è morto definitivamente…….

    Un sincero e affetuoso saluto.

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