Intervista a Tullio De Mauro – alfabetizzazione e democrazia

Tullio De Mauro, ex Ministro della Pubblica istruzione, professore e linguista di grande fama, risponde a Piero Ricca in merito al problema della “dealfabetizazzione”, cioè la perdita di competenze linguistiche nella popolazione e sui risvolti drammatici cui questo processo giunge. Gli istituti formali della democrazia, sostiene, sono certamente meglio di quelli dei totalitarismi…ma in assenza degli strumenti linguistici e concettuali adatti a sfruttarli adeguatamente, questi “istituti” rimangono pure forme.

In altre parole, la democrazia reale esiste solo se c’è cultura e consapevolezza in chi vi partecipa. Senza queste, è solo una dittatura di tipo diverso.

seconda parte

“Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un’altra, una cifra dall’altra. Trentotto lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un’icona incomprensibile. Secondo specialisti internazionali, soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea”.


(un altro articolo molto interessante sulle connessioni tra alfabetizzazione, digital divide, corruzione e sviluppo economico, basata su Tabelle OSCE e ONU

https://damianorama.wordpress.com/2009/04/27/corruzione-e-crisi-linguistica-delleconomia/ )

Annunci

~ di damianorama su novembre 1, 2008.

8 Risposte to “Intervista a Tullio De Mauro – alfabetizzazione e democrazia”

  1. L’intervista a Tullio De Mauro dovrebbe essere trasmessa a reti unificate tutti i giorni.

  2. io cerco di parlarne il più possibile, perchè è davvero sgomentante!

    Sembra impossibile, ma almeno ci spiega come è stato possibile veder attuato un “ventennio” cupo e autoritario come quello in corso…sperando che siano “solo” vent’anni…

    Diffondete il più possibile!

  3. […] “Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un’altra, una cifra dall’altra. Trentotto lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un’icona incomprensibile. Secondo specialisti internazionali, soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea”. (Intervista a Tullio De Mauro. Alfabetizzazione e democrazia) […]

  4. […] Fonte […]

  5. Si, credo che gli italiani non abbiano gli strumenti per caprire ciò che si svolge intorno a loro, e il fatto di pensare che la democrazia dipenda da chi non sa cosa voglia dire mi spaventa. Per provocazione dico che il voto di ciascuno di noi dovrebbe avere un peso diverso a seconda della capacità di comprensione del votante. Un test prima del voto (o nella scheda stessa) dovrebbe valutare il peso del voto.

    • Sono d’accordo, amaramente.
      Dovremmo avere un po’ più coraggio ed andare in fondo al problema. Se abbiamo bisogno di mettere un “valore differenziale” al voto per far funzionare la democrazia, dovremmo in realtà dire semplicemente: la democrazia non funziona.

      Così com’è, non funziona.
      E’ un ideale inventato quando la base dei votanti era di poche migliaia di persone, tutte privilegiate e benestanti per buona misura (i liberi Ateniesi avevano la schiavitù, per intenderci!) e tutte direttamente coinvolte e interessate alle questioni.

      La democrazia oggi ha senso solamente a livello microterritoriale. Circoscrizioni, forse Comuni.

      Tutto il resto è oligarchia e fascismo. Semplicemente, non siamo liberi.

  6. […] prima di qualunque discorso politico in italia, è che una fetta non semplicemente grande ma largamente maggioritaria degli italiani ha un livello culturale che non permette di fatto pensiero […]

  7. […] i commenti a questo sono incappato però in un link che ha fatto pensare non poco: chi legge in Italia? Cosa […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: