Bilancio di un anno di “tecnici”: i dati concreti

monti

 

 

 

 

Ripropongo un ottimo articolo da L’Olandese Volante

Dal punto di vista politico, l’anno precedente (2011) terminò con l’insediamento del Governo Monti, legittimato dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano, ma non da nuove elezioni.

A distanza di un anno si riparte, con nuove elezioni a febbraio, in seguito allo strappo provocato dal vecchio Premier, il tanto discusso Silvio Berlusconi, il quale ha determinato la sfiducia di chi a sua volta lo aveva destituito.

I numeri del Governo Monti sono chiari a tutti:

In un anno la disoccupazione è salita all’11%, il Pil a – 2,4%, la pressione fiscale è giunta alla soglia del 50%, reintroducendo vecchi oneri fiscali come l’IMU, e rivedendo tutte le spese amministrative, incidendo in particolar modo sulla sanità, oramai divenuta di difficile accesso a tutti.

Aumentano di giorno in giorno, le industrie italiane che chiudono. Durante questo Natale si è registrata una flessione dei consumi di circa il 20%, è sceso il risparmio delle famiglie, ormai destinato a coprire le mancanze di entrate, che sempre più famiglie monoreddito o addirittura “senza reddito”, si trovano a sostenere.

Nel nuovo anno si prospettano ulteriori rincari, che andranno a toccare in particolare i prodotti postali, il canone rai, più gli ordinari incrementi di luce e gas e non ultimo, la mazzata finale dell’Iva maggiorata, che andrà a colpire tutti i settori. Qui di seguito il dettaglio pubblicato sul sito di Federconsumatori.

PREVISIONI AUMENTI 2013                                                           Euro annui

                                                                                                            Rapportati Universo Famiglie ISTAT                

ALIMENTAZIONE (+5%)                                                                                 299 euro

TRASPORTI ( TRENI E SERVIZI LOCALI)                                                         83 euro

SERVIZI BANCARI + MUTUI + BOLLI + TASSE                                                118 euro

CARBURANTI (COMPRESE ACCISE REGIONALI)                                           132 euro

DERIVATI DEL PETROLIO,

DETERSIVI , PLASTICHE                                                                             115 euro

E PRODOTTI PER LA CASA

ASSICURAZIONE AUTO (+5%)                                                                     61 euro

TARIFFE AUTOSTRADALI (+2%)                                                                   38 euro

TARIFFE AEROPORTUALI                                                                           31 euro

TARIFFE GAS (+3%)                                                                                    39 euro

TARIFFE ELETTRICITA’ (+ 3%)                                                                     11 euro

TARIFFE ACQUA (+5-6% )                                                                            26 euro

TARIFFE RIFIUTI (+25%)                                                                              64 euro

RISCALDAMENTO ( +4%)                                                                              44 euro

ADDIZIONALI TERRITORIALI                                                                      163 euro

SCUOLA  (MENSE-LIBRI)                                                                              94 euro

TARIFFE PROFESSIONALI-ARTIGIANALI                                                     114 euro

TARIFFE POSTALI + CANONE RAI                                                                58 euro

TOTALE                                                                                                 1.490 euro

Come già accennato più volte, le prossime elezioni si prospettano sempre più un altra farsa. Il nuovo Governo quasi sicuramente sarà parte di quello vecchio, con una coalizione politica, di stampo cattolico a sostegno di Mario Monti, l’uomo dell’Unione Europea.

Il fraseggio trasversale tra il Presidente Napolitano, le forze cattoliche e gli stessi gruppi politici, che un giorno urlano allo scandalo e un altro sostengono la rielezione di Monti, sono quanto di più vergognoso le nostre istituzioni siano in grado di fare.

Ancora una volta, la Chiesa Cattolica Romana s’intromette negli affari di Stato dopo aver sostenuto fin dal dopoguerra, prima la nomenclatura Democristiana, poi arrivando ai nostri giorni, l’area forzista che con Formigoni e Berlusconi ha garantito loro agevolazioni fiscali sia sulle proprietà sia sulle attività ecclesiastiche.

Il nostro non vuole essere un atto di accusa contro la Chiesa Cattolica, intesa come istituzione religiosa. Seppur considerati di “fede”, sono degli uomini a gestirla, e tra i tanti ci sono anche personaggi come Padre Zanotelli o Don Andrea Gallo o Don Luigi Ciotti che con il loro impegno cristiano sono riusciti ad aiutare i più bisognosi.

Le Istituzioni ecclesiastiche, sono sempre più vicine a quei poteri forti, che invece di assistere le anime dei diseredati credono necessario governare Istituti bancari (Ior) e trovare forme di sostegno politico per svolgere quelle che dovrebbe essere un’opera puramente umanitaria.

Questo falso umanesimo, dunque, non va interpretato in senso dogmatico, attraverso un processo di fede, inquisendo così la Chiesa Cattolica, ma soltanto, come un processo introspettivo, che coinvolge gran parte dell’umanità, radicalizzando archetipi negativi, grazie ai quali si sta cambiando il significato di parole quali “amore”, “necessità”, “cooperazione”, “abnegazione”, in modo da nascondere il fallimento del proprio ego e i suoi eccessi.

La Chiesa non può salvare l’Uomo, poiché mai come adesso si è fatta uomo, tanto da somigliargli in tutti i suoi eccessi, lasciando invece in completa solitudine, i molti, che vi operano con grande impegno.

La politica, al pari della religione, rappresenta lo specchio parassitario dell’attuale società, assuefatta al Dio denaro, incapace di trovare soluzioni senza aver modo di gestirlo e soprattutto senza conoscerne la funzione.

Se una società è malata, le colpe non possono essere lette solo in chiave istituzionale. Il popolo sempre più apaticizzato, paga lo scotto di paure recondite, acquisite attraverso falsi modelli e ad uno spirito di rassegnazione insita in un Dna storico, che ha fatto sempre del nostro paese, una succursale del pensiero altrui.

Le elezioni si avvicinano e nonostante la situazione economica del nostro paese sia grave, ma forse non ancora sufficientemente percepita come tale, abbiamo finalmente davanti a noi la possibilità di dare un calcio nel sedere a questa vecchia gerontocrazia politica, mista a effimeri tecnocrati.

Il problema dei politici italiani non è tanto che questi abbiano rubato, non è tanto che abbiano vampirizzato lo Stato per crearsi un lasciapassare e gestire i propri loschi affari proteggendosi con false forme d’impunità, quanto quello di non aver preso decisioni giuste al momento opportuno.

Ci è stato imposto il sacrificio come atto dovuto, ci è stato spiegato che un’unione monetaria avrebbe generato benessere ponendoci tutti sullo stesso piano, cosa che invece è servita unicamente a rafforzare il potere degli stati più forti.

C’è stato detto che la situazione sarebbe migliorata, che saremmo usciti dalla crisi, che i nostri figli avrebbero potuto studiare, che i nostri anziani si sarebbero potuti curare, che avremmo trovato un lavoro, che avremmo pagato meno tasse e invece il malessere sociale sta dilagando e la Chiesa interviene per dar lustro a uno dei maggiori artefici di questa macelleria sociale: Mario Monti.

Quindi?

Quindi, alle prossime elezioni, non ci costerà nulla non votare questa gente, a meno che, non intendiamo ancora attaccarci a quel piccolo ossicino che ci hanno lasciato da rosicchiare. Mandiamo in pensione tutta la vecchia classe politica, e rispediamo dentro gli uffici finanziari, il tecnocrate Monti.

Il programma del Movimento a 5 stelle potrebbe sembrare un manifesto ideologico, offrendo tantissimi spunti logici  assolutamente condivisibili, ma forse non esaustivamente sviluppati in una sua eventuale stesura pratica, però, certamente, è quanto di più vicino alle necessità e all’idea di cooperazione e di sviluppo sostenibile.

Detto ciò, noi crediamo che dopo anni di clientelismo, nepotismo e qualunquismo politico, sia arrivato il momento di lasciare da parte dietrologie intellettuali. Sostenere questo movimento potrebbe significare accendere una scintilla devastatrice in modo da cancellare una spenta nomenclatura politica, altrimenti destinata a rigenerarsi all’infinito grazie all’ausilio delle forze di distrazioni di massa, ora nascoste dietro i poteri finanziari, ora dietro la Chiesa o a tutte quelle forme d’interferenza, il cui unico obiettivo è cambiare il nostro vocabolario sociale, abdicando la parola “cooperazione” con abnegazione, sostegno con impegno,amore con sacrificio.

Buon anno a tutti, facciamo ripartire finalmente questo calendario.

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~ di damianorama su dicembre 30, 2012.

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